
El 22 de marzo se ha celebrado el Día Mundial del Agua (http://www.unwater.org/worldwaterday/index_es.html) cosa que, aparte de alguna noticia en los medios y de pocas inciativas institucionales por aquí y por allá, no ha provocado ningún cambio en la vida cotidiana de la gente de a pie. De hecho, hace varios años que se celebra ese día y la triste verdad es que cada vez hay menos agua potable en el mundo. Visto que lo del Día Internacional con mayúsculas no funciona, pensemos un poco en nuestro “día a día” minúsculo, en estrategias de buen uso del agua para que nuestros hijos y nuestros nietos no tengan que gastarse la mitad del sueldo en comprar agua potable a algún aguateniente (cosa que ya sucede en muchas regiones del planeta azul, y no sólo en los países pobres). Es cosa sabida que en el futuro habrá escasez de agua, y los previsores (como Bill Gates, la familia Benetton y otros ricos personajes) ya son propietarios de varios terrenos en la Patagonia, una de las zonas con mayores reservas de agua dulce del planeta. Sin duda, los ingenieros y técnicos que estudien modos nuevos o antiguos de conservar, canalizar, ahorrar o filtrar agua serán los buenos partidos del futuro, como lo eran en los años 60 los ingenieros que construían carreteras, caminos y puentes.
Por primera vez en la breve historia de la Humanidad empezamos a ser conscientes de que ha llegado el momento de conservar, no de construir ni fabricar. Todos los objetos que tiramos van a parar al suelo y al agua y allí se quedan, haciendo daño: una bolsa de plástico puede tanto ahogar a un delfín como envenenar la tierra donde se cultivan unas lechugas que más tarde nos producirán cáncer. Basta. El mundo ya no puede absorber tanta muerte, el “progreso” humano basado en la avidez sin freno y en una explotación insensata y virtualmente infinita de un planeta finito ha de terminar, porque con ese “progreso” vamos derechos a la destrucción. Hay que empezar todo de nuevo, volver a ocuparnos del Paraíso Terrenal como guardianes y no como dueños. Hay que aprender del pasado e inventar un estilo de vida compatible con las leyes y los ritmos del resto de los seres vivos, un nuevo desarrollo que asegure a la mayor cantidad posible de humanos las necesidades básicas: suelo fértil, agua limpia y aire puro. Y de todo eso, lo principal, aquello sin lo cual no sobrevivimos más que pocos días, es el agua. Somos seres de agua, frutas frescas y turgentes en la juventud que se van secando y arrugando en la madurez. Somos sustancia húmeda, como el resto de los seres vivientes de un planeta azul que está hecho principalmente de agua. Los que caminamos por su suelo llamamos a este planeta Tierra, pero los peces y todos los seres acuáticos saben bien que su verdadero nombre es Agua.
La Gataparda
ACQUA
Il 22 marzo si è celebrata la Giornata Mondiale dell’Acqua, cosa che, salvo per qualche notizia dei media e per qualche iniziativa istituzionale qua e là, non ha provocato alcun cambiamento nella vita quotidiana della gente comune. Infatti, è da alcuni anni che si celebra quella giornata e la triste verità è che c’è sempre meno acqua potabile nel mondo. Visto che la Giornata Internazionale con le maiuscole non funziona, pensiamo un po’ al nostro “giorno per giorno” minuscolo, alle strategie di buon utilizzo dell’acqua affinché i nostri figli e i nostri nipoti non debbano spendersi la metà dello stipendio per comprare acqua potabile da qualche “proprietario d’acqua” (cosa che già accade in molte regioni del pianeta blu, e non solo nei paesi poveri). E’ risaputo che in futuro ci sarà scarsità d’acqua, e i previdenti (come Bill Gates, la famiglia Benetton e altri ricchi personaggi) sono già proprietari di vari terreni in Patagonia, una delle zone con maggiori riserve d’acqua dolce del pianeta. Senza dubbio, l’ingegnere (o il tecnico) che studierà le modalità classiche o innovative per conservare, canalizzare, risparmiare o filtrare l’acqua sarà il buon partito del futuro, come lo era negli anni ‘60 l’ingegnere che costruiva strade autostrade e ponti.
Per la prima volta nella storia dell’Umanità iniziamo ad essere coscienti che è giunto il momento di conservare, e non di costruire né fabbricare. Tutti gli oggetti che gettiamo vanno a finire a terra o in acqua, e lì rimangono, facendo danni: una busta di plastica può sia strozzare un delfino sia avvelenare la terra dove si coltivano alcune verdure che più in là ci faranno venire il cancro. Basta. Il mondo non può più assorbire tanta morte, il “progresso” umano basato sull’avidità senza freni e su uno sfruttamento insensato e virtualmente infinito di un pianeta finito deve terminare, perché con quel “progresso” si va dritti alla distruzione. Bisogna ricominciare tutto daccapo, tornare ad occuparci del Paradiso Terrestre come guardiani e non come padroni. Bisogna imparare dal passato e inventare uno stile di vita compatibile con le leggi e i ritmi del resto degli esseri viventi, un nuovo sviluppo che assicuri alla maggior quantità possibile di umani le necessità primarie: suolo fertile, acqua pulita e aria pura. E di tutte queste, la principale, quella senza la quale non sopravviviamo più di pochi giorni, è l’acqua. Siamo esseri d’acqua, frutti freschi e succosi durante la giovinezza che si seccano e appassiscono nella maturità. Siamo sostanza umida, come il resto degli esseri viventi di un pianeta blu che è composto principalmente d’acqua. Noi che ci camminiamo sopra, chiamiamo questo pianeta Terra; ma i pesci e tutti gli esseri acquatici sanno bene che il suo vero nome è Acqua.
Traduzione di Federico Lanari
http://sites.google.com/site/mujeresesperanzadas/

Nessun commento:
Posta un commento