Empiezan los colegios, vuelve la rutina cotidiana y las vacaciones se transforman en recuerdos que contar, en materia de conversación y de añoranza. La nostalgia nos asalta a traición, por ejemplo mientras llenamos la lavadora: qué pena que esa ropa que aún lleva prendido algún granito de arena o una hojita de hierba vaya a parar al tambor de acero inoxidable confundiéndose con las otras, a perder su mágica esencia entre agua y jabón para tomar de nuevo el camino del armario.
¿Qué viaje emprenderemos ahora, dónde llevaremos nuestras ilusiones ahora que las vacaciones se acabaron? Si queremos evitar los viajes químicos o alcohólicos, nos quedan los viajes hacia afuera y hacia adentro. De viajes al exterior probablemente ya no hagamos más hasta el año que viene, así que nos convendrá aprovechar nuestro estado actual de relativa calma para investigar el segundo tipo. Es verdad que hay viajes al fondo de nosotros mismos que son muy complicados y no siempre apetece emprender, pero hay excursiones interiores que es posible iniciar en cualquier momento.
Cierra los ojos (bueno, primero termina de llenar la lavadora) y haz una visita a tus viejos sueños, a tus antiguos o nuevos deseos, que seguro que los tienes muy abandonados. Escoge una de esas actividades, una que sea posible, factible. Concreta mejor esa imagen, detállala, obsérvate feliz y contenta haciendo eso que te gusta. Imagina después cuáles son los pasos para conseguirlo, uno por uno, poco a poco, con calma, total la vida es un ratito y algo hay que inventar para entretenerse hasta que llegue el último viaje. Concéntrate en el primero de esos pasos. Ahora viene lo más importante: abre los ojos y decide, en este momento, que lo harás, que para mañana es tarde. Vivir bien, no sobrevivir esperando unas vacaciones, es cultivar los sueños como se cultiva una huerta: cada día, laborables y festivos.
VIAGGI
Cominciano le scuole, si ritorna alla routine quotidiana e le vacanze si trasformano in ricordi da raccontare, in oggetto di conversazione e di nostalgia. La nostalgia ci prende a tratti, per esempio quando carichiamo la lavatrice: che tristezza che quei vestiti che hanno ancora impigliato qualche granello di sabbia o una fogliolina d’erba vadano a finire nel cestello di acciaio inossidabile confondendosi con altri, e a perdere la loro essenza magica tra acqua e sapone per prendere di nuovo la strada dell’armadio.
Quale viaggio intraprenderemo, ora? Dove condurremo le nostre illusioni, ora che le vacanze sono finite? Se vogliamo evitare i viaggi chimici ed alcolici, ci restano quelli verso l’esterno e quelli verso l’interno. Di viaggi verso l’esterno probabilmente non ne faremo più altri prima dell’anno prossimo, quindi ci converrà approfittare del nostro stato attuale di calma apparente per occuparci di quelli del secondo tipo. E’ vero che, nel profondo di noi stessi, ci sono viaggi che sono piuttosto complicati e che non sempre ci fa piacere intraprendere, ma ci sono incursioni interiori che si possono iniziare in qualsiasi momento. Chiudi gli occhi (beh, prima finisci di caricare la lavatrice), e fai una visita ai tuoi vecchi sogni, ai tuoi desideri antichi e nuovi, che di certo sono lì, abbandonati. Scegliti una attività, una che sia possibile, fattibile. Concretizza meglio questa immagine, aggiungi dettagli, osservati mentre, felice è contenta, fai quella cosa che ti piace. Immagina poi i passi che devi fare per riuscirci, uno per uno, poco a poco, con calma, tanto la vita è un attimo, e qualcosa si deve fare per passare il tempo finchè arriva l’ultimo, di viaggio. Concentrati sul primo di questi passi. Ora viene la cosa più importante: apri gli occhi e decidi, in questo momento, che lo farai, che se lo lasci per domani è tardi. Vivere bene, non sopravvivere aspettando una vacanza, è coltivare i propri sogni come si coltiva l'orto: ogni giorno, feriale o festivo.
(traduzione di Roberta Maciocci)
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